ROMA – “Quando ho appreso la notizia della manifestazione faticavo a trovare una definizione: a Roma noi diciamo ‘poraccitudine'”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha definito la manifestazione del gruppo consiliare del Pd, in corso sotto il ministero della Salute e in cui chiede “Verità sui dati delle liste d’attesa”.
“VOLEVANO IL LORO PICCOLO SPAZIO DOVE PIAGNUCOLARE”
“Questo è un esempio proprio della ‘poraccitudine’ politica, perché erano invitati e potevano venire qui e contribuire ai tavoli di lavoro, anziché stare li sotto e offendere non me ma gli operatori- ha spiegato Rocca durante l’ultimo dei 2 giorni degli Stati Generali della Salute del Lazio- Il dirigente dell’Informatica che segue la digitalizzazione è lo stesso che c’era con Leodori e Zingaretti. Tanti di questi dg hanno lavorato sotto la precedente amministrazione…”.Quindi per Rocca “questa non è una offesa a me, loro dovevano creare un motivo per cercare l’attenzione, sapevano che bisogna dare una par condicio e quindi avere il loro piccolo spazio dove piagnucolare. In questo senso io dico ‘poraccitudine’, perché questa degli Stati generali sarebbe stata una bella occasione di confronto, invece l’assenza del gruppo del Partito Democratico la dice lunga sul fatto che non vogliono confrontarsi ma piangere e non vogliono affrontare la realtà del loro fallimento per dieci anni”.
“I DATI SULLE LISTE DI ATTESA? CONTESTO I MODI DI AGENAS, COSÌ NON È CORSA ALLA PARI”
Riguardo ai dati sulle liste d’attesa “riportati da ‘Il Fatto Quotidiano’ e dalla trasmissione ‘Report’ sono reali e nessuno li mette in discussione. Io ho contestato la modalità con cui Agenas sta raccogliendo i dati, perché mette i miei dati in una finta competizione- ha continuato Rocca- Perché se io mando i flussi ‘nativi’ e altri invece hanno le liste di galleggiamento e mandano le query, le mandano una volta al mese già purificate di tutte quelle difficoltà che ogni regione vive per far vedere che sono bravi, questa non è una corsa alla pari”.Dopodiché per Rocca “resta, però, un dato che è tombale nei confronti del Pd: 2,5 mln di prestazioni erogate attraverso il ReCup nel 2022, 6 mln di prestazioni erogate attraverso il ReCup nel 2025. A Roma si dice ‘ci mettessero una pezza’. E’ ovvio che dobbiamo fare di più e che per me è un motivo di dolore per i cittadini che non riusciamo a soddisfare”.”Ho sempre detto- ha concluso Rocca- che il lavoro non è completato e che tanto dobbiamo fare ancora, ma il tema è negare la realtà o rifiutare il confronto tecnico con gli operatori o le associazioni dei pazienti e seminare solo sfiducia: loro non vogliono costruire ma distruggere, non vogliono dare credibilità ma seminare paura e frustrazione nei confronti dei nostri cittadini. Questo per me è intollerabile, ecco perché ho parlato di ‘poraccitudine'”.
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