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lunedì, Gennaio 17, 2022

Quirinale, bagarre nel centrodestra siciliano: Musumeci attacca i franchi tiratori

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PALERMO – Il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Sala d’Ercole Nuccio Di Paola e il governatore Nello Musumeci sono i tre delegati che rappresenteranno la Sicilia all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. I tre sono stati votati dal Parlamento regionale nella seduta di oggi: 67 le schede scrutinate. Ogni parlamentare poteva esprimere fino a un massimo di due preferenze.

Il più votato è stato Miccichè, che ha ottenuto 44 voti, seguito da Di Paola (32) e Musumeci (29). Sul nome di Di Paola c’era già una convergenza dell’asse Pd-M5S, che ieri si erano riuniti trovando la quadra sul neo capogruppo dei pentastellati. Un voto ciascuno hanno ottenuto i deputati Lupo, Barbagallo, Gallo, Di Pasquale, Fava, Cracolici, Catanzaro, Lo Curto, Gucciardi, Mancuso e Arancio.

L’esito del voto ha provocato tensioni nella maggioranza di centrodestra, dove si sono registrati diversi franchi tiratori: Musumeci, infatti, è stato il meno votato dei tre, staccato di 15 preferenze da Miccichè e superato nel conteggio anche dall’esponente delle opposizioni.

LEGGI ANCHE: In Lombardia la maggioranza si spacca sull’elezione dei delegati per il Colle

MUSUMECI: “QUESTO VOTO È UN’OFFESA ALLE ISTITUZIONI”

“Non posso non prendere atto dell’esito del voto espresso dall’Aula e del suo significato politico”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Il governatore aggiunge: “Se qualche deputato, vile e pavido, si fosse illuso, con la complicità del voto segreto, di aver fatto un dispetto alla mia persona, si dovrà ricredere. Perché il voto di questo pomeriggio, per la gravità del contesto generale, costituisce solo una offesa alle istituzioni regionali, a prescindere da chi le rappresenta”.

E mentre le opposizioni invocano le sue dimissioni, Musumeci annuncia provvedimenti: “Nella consapevolezza di avere ottenuto la fiducia del popolo siciliano, adotterò le decisioni che riterrò più giuste e le renderò note entro le prossime 24 ore”. Subito dopo il voto a Palazzo dei Normanni di Palermo si sono rincorse voci di possibili dimissioni da parte del governatore, fortemente irritato con il proprio schieramento all’interno del quale si sono annidati diversi franchi tiratori.

PD E M5S IN CORO: “DIMISSIONI SUBITO”

“L’elezione all’Ars dei tre grandi elettori siciliani consegna a Nello Musumeci un risultato impietoso: solo terzo, dopo l’opposizione e con 15 voti in meno rispetto a Gianfranco Miccichè. Spero caldamente prenda atto di essere stato sfiduciato dalla sua maggioranza e decida di comportarsi di conseguenza”. A dirlo è il deputato siciliano del Pd Carmelo Miceli. E il segretario regionale dem, Anthony Barbagallo, aggiunge: “È la prima volta che un presidente della Regione riceve meno voti di un candidato dell’opposizione. Il voto dell’Ars parla chiaro, per Musumeci è una disfatta”.

E anche in casa 5 Stelle parte l’attacco contro il presidente della Regione: il sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, dopo essersi detto “orgoglioso e soddisfatto che il deputato del Movimento 5 stelle Nuccio Di Paola sia stato votato come grande elettore”, affonda il colpo contro Musumeci: “Apprendo inoltre che anche questa volta il presidente Musumeci perde pezzi, arriva solo terzo e se la matematica non è un’opinione vuol dire che nemmeno i suoi, la maggioranza che tanto rivendica e si ostina a voler rappresentare pure in futuro, lo hanno votato. Musumeci perde pezzi pure nelle votazioni di ovvio garbo istituzionale. Credo che con questo pomeriggio si sia definitivamente spenta la luce su una terrificante esperienza di governo”, conclude Cancelleri.

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