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Meloni: non ci prepariamo a una guerra contro la Russia, no a toni muscolari

AttualitàMeloni: non ci prepariamo a una guerra contro la Russia, no a toni muscolari

“In disaccordo con Macron. Su commissione Covid e vaccini andiamo in fondo”

Roma, 27 mar. (askanews) – L’Occidente non si sta preparando a una guerra contro la Russia, anzi il sostegno all’Ucraina è per la pace e se è vero che “non molliamo” contro Putin, è necessario anche evitare “atteggiamenti muscolari”. E’ il richiamo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni invia a tutti coloro che nelle ultime settimane hanno alzato i toni nei confronti di Mosca: il presidente francese Emmanuel Macron (l’unico che cita esplicitamente) ma anche quello americano Joe Biden e alcuni leader europei.

Nel salotto ‘amico’ di “Fuori dal coro” su Rete4, con Mario Giordano, Meloni – in un’intervista registrata prima della partenza per il Libano – parla di sicurezza, sanità, reazioni avverse ai vaccini contro il Covid (su cui “andremo in fondo”), migranti, con i risultati che “arrivano” anche se il governo è stato rallentato nella sua azione dalla sinistra e da “una certa magistratura politicizzata”. Ma sono naturalmente i temi di politica estera a tenere banco.

La premier respinge le accuse di Vladimir Putin, secondo cui dietro l’attentato di Mosca ci sono l’Ucraina e l’Occidente, perchè “è stato rivendicato” dall’Isis-K e il resto è “propaganda”. La verità è che il leader russo in Ucraina “aveva in testa una guerra lampo che gli avrebbe consentito di invadere l’Ucraina” e se ci fosse riuscito “non si sarebbe fermato” ma avrebbe perseguito il disegno di tornare ai “confini storici della Russia” che incorporano anche “Moldova, Georgia, i Baltici, una parte della Finlandia, volendo anche la Polonia”. Dunque chi aiuta Kiev lo fa per “allontanare la guerra” dal “cuore d’Europa”. Solo così, “se non molliamo lo costringiamo anche a sedersi a un tavolo delle trattative per cercare una pace giusta”. In questa fase, però, serve cautela, in primo luogo da parte dei leader. Per Meloni si deve essere “muscolari nei fatti e non negli atteggiamenti” e dunque, ribadisce, “non ho condiviso le parole di Macron” su un possibile invio di truppe perchè si deve “fare attenzione ai toni che si usano”. Così come non ha condiviso – ma non lo dice – alcune affermazioni di leader europei alla vigila del Consiglio Ue della scorsa settimana, definito da alcuni media un ‘Consiglio di guerra’. “Bisogna fare attenzione – ammonisce – a come certe cose si ‘vendono’ perché se ci mettiamo pure noi a fare la propaganda come i russi oggettivamente abbiamo un problema”.

Il finale è un bilancio di un anno e mezzo di governo. La premier è “in pace con la coscienza” perchè “l’Italia secondo me oggi è messa meglio di quanto non fosse messa un anno e mezzo fa” e perchè “non avrei potuto lavorare di più, forse avrei potuto lavorare meglio, non lo so, ma non avrei potuto lavorare di più e vorrei essere giudicata alla fine di questo percorso”. Quel che è certo (e forse è anche un messaggio/avvertimento a Matteo Salvini?) è che “gli italiani non dovranno mai chiedermi di fare un passo indietro. Io questa vita la faccio per loro, questo lavoro lo faccio per loro e quindi quando non dovessi più avere il loro consenso sarò ben contenta di farmi da parte”.

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