venerdì, 9 Ottobre , 26

L’ambasciatore di Israele mostra le foto dei bambini bruciati il 7 ottobre: “Basta dire che è fake news”

"Non sono leggende, ecco le testimonianze fotografiche": Peled smentisce una volta l'accusa di aver inventato una leggenda sui bambini israeliani bruciati vivi il 7 ottobre

Incredula e ironica, Navi Pillay scherza e lancia una frecciata a Trump. Chi è la Nobel per la Pace 2026

Prima donna non bianca giudice dell'Alta Corte in Sudafrica, già Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani e a capo della commissione d'inchiesta Onu sui crimini nella Striscia di Gaza

Pronti 3mila supplenti in Francia, ma la protesta avrà il suo “atto quinto”

Oggi meno di 150 istituti superiori sono rimasti chiusi, ma la mobilitazione prosegue. Un nuovo sciopero è previsto per martedì

In Sudafrica saccheggiati negozi di migranti, arriva l’esercito a Soweto: cosa sta succedendo

Ci sono stati disordini, con auto incendiate e negozi saccheggiati, dopo una sentenza della Corte costituzionale legata alle richieste di asilo

Marisol e il suo monolocale: quando il teatro diventa terapia

NewsMarisol e il suo monolocale: quando il teatro diventa terapia

Un monologo, un monolocale, una donna. Tre elementi bastano per spalancare le porte di un mondo interiore, fatto di solitudine, di autoironia e di rinascita. La protagonista è Marisol, cantautrice di talento, che si ritrova improvvisamente da sola dopo dieci anni di matrimonio con un uomo narcisista. Una separazione che non è soltanto la fine di un rapporto, ma l’inizio di un percorso difficile: le cicatrici della manipolazione psicologica, l’isolamento dagli amici, la paura del giudizio e il rifiuto di ogni contatto con l’esterno.

La solitudine che parla

Il suo unico rifugio è il monolocale in cui vive, che diventa al tempo stesso gabbia e rifugio. Qui, in una quotidianità sospesa, Marisol comincia a rivolgersi ai suoi elettrodomestici, trasformandoli in confidenti e specchi dei suoi pensieri. Le voci interiori si intrecciano con quelle immaginate, fino a un inatteso cortocircuito: dopo aver ingerito per sbaglio del brillantante per lavastoviglie, la sua mente prende il volo in un incubo psichedelico, in cui gli oggetti prendono vita e le paure si fanno carne.

Autoironia come salvezza

Il pubblico assiste a un viaggio interiore paradossale e commovente, raccontato con ironia brillante. L’umorismo non è mai un fine, ma un mezzo: serve a rendere più digeribili temi profondi e complessi come la dipendenza affettiva, la tossicità dei rapporti e la difficoltà di ricostruirsi. È grazie all’autoironia e alla musica — la sua prima e più autentica passione — che Marisol ritrova poco alla volta la leggerezza perduta.

Il riscatto attraverso la musica

Tra pile di riviste di psicologia e melodie ritrovate, la protagonista ricuce la propria identità, riscoprendo la femminilità, l’autostima, il desiderio di libertà e persino la voglia di innamorarsi ancora. Il suo monolocale diventa metafora di un palcoscenico interiore, in cui ogni spettatore può riconoscere le proprie fragilità, i propri fantasmi, ma anche la possibilità di rinascere.

Il teatro come specchio

Lo spettacolo non è solo intrattenimento: diventa un vero e proprio spazio terapeutico, capace di far sorridere e riflettere allo stesso tempo. Attori, pubblico, autori e persino professionisti della salute mentale trovano nel teatro un luogo di confronto, in cui trasformare la sofferenza in condivisione e la solitudine in occasione di rinascita.

Con Marisol, la scena teatrale ci ricorda che anche nei momenti più bui è possibile ritrovare la luce. E che a volte basta una risata, una canzone o uno specchio immaginario per riscrivere l’epilogo della propria storia.

Potrebbe interessarti

Check out other tags:

Articoli Popolari