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Lotta ai tumori del sangue, in Lombardia 8 Centri per cure Car-T

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Tappa a Bergamo per la campagna informativa promossa da Ail

Bergamo, 9 nov. (askanews) – E’ una terapia innovativa giovanissima ma è già considerata un punto di svolta epocale nella lotta contro il cancro, in particolare per alcuni tipi di tumore del sangue. E’ basata sulle cosiddette cellule Car-T, un modello di cura che ingegnerizza i linfociti T, e che promette sviluppi importanti anche contro altre malattie ematologiche e tumori solidi. Per gli studiosi, siamo solo all’inizio di una rivoluzione.Alessandro Rambaldi, direttore dell’Ematologia dell’ospedale di Bergamo: “Le Car-t possono essere considerate come il trionfo del immunoterapia nei tumori. Non sono l’unico prodotto di immunoterapia, ma sono quello più sofisticato è che almeno nel campo dei tumori del sangue fornendo i risultati più entusiasmanti. Questa terapia, oggi è disponibile per alcuni pazienti in particolare con linfoma e anche con leucemia acuta linfoblastica di linea B. Sono in corso sperimentazioni tutto il mondo con risultati altrettanto entusiasmanti per Che riguarda la terapia del mieloma, che è un’altra forma di malattia linfoproliferativa. In questo contesto i risultati che sono stati ottenuti dalla terapia con cellule Car T sono incredibilmente positivi. Perché i pazienti nei quali queste cellule sono state sperimentate erano in una fase avanzatissima della loro malattia, quindi veramente pazienti terminali e in questo contesto queste cellule hanno indotto remissioni complete e per alcuni di questi pazienti possiamo oggi cominciare a parlare di guarigione. In particolare per i pazienti con leucemia con linfoma di linea B e anche per alcuni pazienti con leucemia acuta linfoblastica, soprattutto pediatrici”.Se le Car-T sono una speranza sempre più concreta per quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali, sollevano anche interrogativi su aspetti quali sicurezza, costi e modalità di accesso. Quali sono gli effettivi benefici delle Car-T? Quali forme di tumore possono curare? Quali sono i pazienti che possono beneficiarne? E come renderne sostenibili gli elevati costi a carico del Sistema sanitario nazionale?E’ per rispondere alle numerose domande dei pazienti che è stata ideata la Campagna itinerante e online Car-T Destinazione futuro promossa dall’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma con il supporto non condizionante di Bristol Meyers Squibb. La campagna si è conclusa a tappa a Bergamo, che con l’ospedale Papa Giovanni XXIII è uno degli otto Centri della Lombardia autorizzati alla somministrazione.Giuseppe Toro, presidente nazionale dell’Ail, spiega i motivi che hanno portato a promuovere questa iniziativa: “E’ stata una scelta assolutamente obbligata per Ail, perché nel momento in cui si sparse la voce nel Paese, in tutto il mondo, delle Car-T c’è stato una grande frenesia tra i nostri malati. I nostri centralini erano bombardati alla ricerca di informazioni e lo stesso anche i reparti ospedalieri, quindi era necessario fare chiarezza e dare le giuste informazioni”. “Il nostro compito è quello di informare i pazienti in maniera corretta per sapere chi può accedere, chi non può accedere. E dove queste terapie possono essere fatte. Una cosa importante è che quando abbiamo cominciato i centri che potevano effettuare la erano solamente 23. Oggi sono più di 30. Quindi usciamo c’è un accesso sicuramente molto più più numeroso di un tempo. Quindi è la terapia del futuro, è la terapia dove in passato i medici allargano le braccia e oggi hanno questa possibilità”.

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