ROMA – Hashim Thaci, ex comandante dell’Esercito di Liberazione del Kosovo e successivamente presidente del Paese, è stato condannato a 25 anni di reclusione per crimini di guerra commessi durante il conflitto degli anni ’90 con la Serbia. L’imputato ha sempre respinto le accuse.
Il processo riguardava, oltre a Thaçi, altri tre ex vertici dell’UCK – Rexhep Selimi, Kadri Veseli e Jakup Krasniqi – accusati dalla procura di aver diretto una campagna sistematica di omicidi, torture e repressioni contro oppositori politici e membri di minoranze etniche, nel periodo del conflitto armato contro le forze serbe tra il 1998 e il 1999.
Il procedimento gode di scarso consenso sia in Kosovo sia nella vicina Albania, dove i vertici dell’UCK sono generalmente considerati figure della lotta per l’indipendenza piuttosto che responsabili di crimini di guerra.
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