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Hypertaste, quando è il computer a degustare vino (e non solo)

Video NewsHypertaste, quando è il computer a degustare vino (e non solo)

Con “l’impronta digitale” riconosce autenticità e aiuta a innovare

Firenze (askanews) – E’ un Chianti o un Pinot nero? Qual è la percentuale di Sangiovese e di Merlot? Sbaglio o questo vino è troppo acido? E più in generale. E’ possibile dotare una macchina del senso del gusto? Nasce per rispondere a queste domande il progetto di Hypertaste, un dispositivo è capace di rilevare la cosiddetta “impronta digitale chimica” dei liquidi, con una sorta di “lingua” dotata di sensori elettronici in grado di rilevarne la composizione. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.Opportunamente configurato, Hypertaste è in grado di individuare la provenienza geografica di un vino, il tipo di vitigno da cui è ottenuto e confrontarlo con altri vini. Realizzato in una prima versione nel 2019 nei laboratori della Ibm research di Zurigo, l’ultimo più evoluto aggiornamento è stato presentato in Italia al Bto 2023 di Firenze, l’evento sull’innovazione nel turismo dedicato quest’anno al mondo dei viaggi e l’intelligenza artificiale.Hypertaste viene addestrato con diversi campioni di liquidi, da cui ne ricava le impronte digitali, che vengono confrontate tra di loro in modo da cercare similarità e differenze e individuare un pattern di riferimento, anche dal punto di vista sensoriale. E’ un lavoro che prevede una sorta di “apprendimento” digitale e che è giù stato applicato, ad esempio, per studi sul caffè e sul gin. Hypertaste è in grado anche di capire quale tipo di vitigno è più adatto ad essere impiantato su un certo terreno sottoposto ad esame. Tra i principali utilizzi c’è però il controllo dell’autenticità del prodotto.Gianmarco Gabrieli, ricercatore d Ibm research di Zurigo: “Quindi verificare la provenienza di un determinato liquido, di una bevanda o nel caso dei vini della regione di provenienza, questa è una delle principali applicazioni. Ma anche prevedere l’accettazione da parte del consumatore di una bevanda. Una nuova formulazione di una bevanda che può essere un caffè, un vino o un succo, può essere accettata da un consumatore? Noi mappiamo il responso dei nostri sensori su dati da consumatori e in questo modo possiamo prevedere per una nuova miscela di caffè, per esempio, la possibilità del consumatore di apprezzare questa nuova tipologia.Un altro ambito di successo è la capacità di rilevare difetti nei processi di produzione industriale. Un dispositivo portatile come una lingua elettronica può essere in grado di rilevare in meno di trenta secondi la presenza di un difetto e quindi un problema all’interno di un batch di produzione che deve essere sostituito.Figure come il sommelier, rischiano quindi di scomparire? “Questo dispositivo è inteso come supporto all’analisi umana e all’analisi sensoriale. Di certo nel mondo del vino non può superare le capacità di un sommelier esperto. Quello che può fare però è supportare un non esperto per l’analisi di prodotti che vengono analizzati comunemente in casa o dei prodotti che possono essere associati a processi industriali.”

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