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Far rinascere Giulia Farnese attraverso un libro

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L’autrice Roberta Mezzabarba

Roma, 3 apr. (askanews) – Credo di esser stata “cercata” da questa donna : ci sono legami capaci di superare lo spazio e il tempo. È il caso di Roberta Mezzabarba, funzionario pubblico dalla “doppia anima”, che ha deciso di restituire la giusta dignità storica e letteraria, attraverso la sua penna, a Giulia Farnese, conosciuta nel mondo come “l’amante di Papa Borgia”. La Mezzabarba ha dedicato la sua ultima fatica letteraria alla figura di questa donna vissuta tra il 1400 e il 1500, romanzo già tradotto ed edito in quattordici lingue: “IULIA FARNESIA – Lettere da un’anima”. L’autrice si è imbarcata in questa impresa, desiderosa di portare alla luce la vera Giulia Farnese, andando oltre gli stereotipi di un’epoca passata. Ho dedicato cinque anni alla ricerca di documenti d’archivio, per svelare la parte nascosta della vita di Giulia -racconta la Mezzabarba-dopo la sua scomparsa dal radar del “gossip” come l’amante del Papa Borgia. Questo romanzo è un viaggio attraverso la sua storia, che va oltre le parole scritte spingendosi alla ricerca dell’anima di questa donna, per svelarla in tutta la sua verità. . Mezzabarba non ha solo raccontato la storia di Giulia, ma ha cercato di restituire un volto e una reputazione letteraria a una figura che fu vittima di una “damnatio memoriae”, che ha cancellato tutte le immagini che la raffiguravano. Ho cercato di mettere in atto una “restitutio memoriae” e sono felice perché finalmente si sta cominciando ad andare oltre la Giulia “sponsa christi”, per svelare una donna poderosa. Nessuno nega che Giulia fu l’amante di Papa Borgia: lo divenne all’età di 14 anni su ordine della sua famiglia, per facilitare l’ascesa al soglio pontificio del fratello Alessandro Farnese (grazie a lei divenuto papa Paolo III°). Dopo l’uscita del mio romanzo si parla di questa donna dandole una profondità ben differente. spiega Mezzabarba. Per “restituire” al presente Giulia la scrittrice desiderava coinvolgere i suoi lettori, stimolandone tutti i sensi: è da qui che nasce “IULIA”, una fragranza che prova a riportare “in vita” l’essenza di Giulia, ricostruita anch’essa su tracce olfattive storiche. La Giulia Farnese protagonista di questo mio romanzo è una donna matura che, lontana dall’etichetta di “amante del Papa”, si erge come una donna libera e coraggiosa: l’essere riuscita a raccontarla in questo modo mi rende estremamente orgogliosa. Giulia si guarda indietro, e narra al lettore il cambiamento della sua vita dopo il periodo passato alla corte Vaticana, e la sua rinascita che la vede come la prima donna feudataria nell’Italia del cinquecento, una donna che ha scritto un testamento quando le donne erano considerate solo proprietà, lasciando buona parte dei suoi beni alle sue servitrici. spiega Mezzabarba, che continua Non volevo presentare un personaggio “manicheo”, o santificare questa donna. Giulia come ognuno di noi era un acquerello dalle tante sfumature, luci e ombre. Con questo mio romanzo credo di essere riuscita nell’intento di far conoscere una persona nuova, o meglio a raccontarla nell’altra metà della sua esistenza terrena, che nessuno conosceva . Il 24 marzo cadranno i 500 anni dalla morte di Giulia Farnese, una donna di cui non si conosce il volto, ma che ora ha trovato la sua “voce” grazie alla dedizione di Roberta Mezzabarba. Ha dovuto lottare contro cinque secoli di maldicenze, ma ora la sua VERA storia può essere conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, grazie al potere delle parole che come sottolinea l’autrice possiedono un peso estremamente rilevante nella creazione o distruzione di una persona. Giulia e la “sua scrittrice” si sono ritrovate in un legame unico, un “file-rouge” che ha attraversato diversi secoli: Ogni autore mette delle piccole parti di sé nei suoi personaggi, e io nella storia di Giulia mi sono ritrovata nella sua combattività, nel suo fissare una meta e nel non arrendersi fino a quando questa non è raggiunta. Credo che non sarà difficile, per i lettori, riconoscersi in un personaggio come lei: nonostante sia scomparsa da 500 anni fa da questa terra, è ancora molto attuale e può insegnare, come una moderna araba fenice, a rialzarsi sempre, nonostante tutto. conclude l’autrice.

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