di Amelia Cartia
ROMA – “Questo contratto per il personale della Marina Militare, a nostro avviso, è particolarmente dannoso. Questo perché noi dobbiamo per forza lasciare le nostre famiglie nelle città d’origine per molto tempo: noi siamo abituati a restare in mare per nove o dieci mesi l’anno, e oltre a questo ogni quattro o cinque anni veniamo trasferiti quindi la nostra è una vita di pendolarismo. Lo facciamo volentieri, lo facciamo con il cuore, è un lavoro che ci piace, ma in questo momento con l’inflazione che avanza in modo così prepotente il nostro stipendio viene completamente eroso dai nostri viaggi per tornare a casa. Riteniamo che questo tipo di contratto, tra l’altro firmato in maniera così strana, un contratto ‘lampo’, non sia proprio adatto per noi”. Così Valentina Di Prete, segretario generale Silmm, sindacato Marina Militare, intervenendo al convegno ‘La specificità del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico’, tenutosi al centro congressi Cavour di Roma a conclusione del corteo per la sicurezza e difesa dei cittadini che ha visto partecipare i principali sindacati dei lavoratori delle forze dell’ordine e Forze Armate italiane.
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