Tavolo comune imprese e politica per salvare l’export e il welfare
“Se le Istituzioni non intervengono, la situazione diventa sempre più critica sia per l’Italia che per le altre economie”, ha dichiarato la vicepresidente di Confindustria, Lucia Aleotti, durante l’evento di presentazione del Rapporto di Previsione Primavera 2026, tenutosi a Roma.
“Il rapporto analizza anche l’andamento delle principali variabili macroeconomiche per l’Europa, gli Stati Uniti e i Paesi in via di sviluppo, e fornisce un quadro del commercio internazionale – ha aggiunto. Tuttavia, è fondamentale, come italiani, concentrare la nostra attenzione sul fatto che il nostro Paese, essendo altamente industrializzato, ha bisogno di misure decisive per evitare un ulteriore deterioramento della situazione. In questo contesto, faremo un appello sia ai partiti di maggioranza che a quelli di opposizione affinché pongano l’industria al centro delle loro priorità nei prossimi mesi”.
La presiente di Confindustria, ha inoltre messo in guardia che “il rischio, che al momento è solo teorico in quanto speriamo in un impegno in tal senso, è che un prolungamento del conflitto possa portare a una situazione di stagnazione o addirittura a una recessione”.
Secondo la vicepresidente, tale situazione influenzerebbe “l’Italia e le principali economie europee maggiormente orientate all’industria, mettendo a repentaglio il sistema di welfare nazionale basato sui contributi del settore industriale”.
Ha anche richiesto alle Istituzioni “un tavolo di lavoro con le imprese per attuare le misure necessarie a garantire la sostenibilità delle catene di approvvigionamento, la competitività globale e la capacità di mantenere nel nostro Paese produzioni che possiamo continuare a esportare in tutto il mondo”.
“Siamo il quarto Paese esportatore a livello mondiale – ha sottolineato – le nostre imprese hanno compiuto un notevole sforzo nel 2025, riuscendo almeno in parte a riorganizzarsi verso mercati alternativi in risposta ai dazi imposti agli Stati Uniti. Certamente, l’area della penisola araba rappresenta un altro sbocco per le nostre imprese, ma anche qui la situazione non è favorevole”.
“Risulta fondamentale, ad esempio, l’accordo di libero scambio siglato con l’Australia e il fatto che il Mercosur possa diventare operativo già dal mese prossimo. Questi elementi sono sicuramente di supporto, ma è necessaria una riflessione ulteriore alla luce dell’aumento dei costi energetici”, ha concluso.
Ciro Di Pietro

