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A Roma le sigle sindacali delle forze armate in corteo: “Serviamo l’Italia, chiediamo rispetto”

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di Amelia Cartia

ROMA – Si sono riuniti a Roma, per chiedere maggiori tutele e dignità, le principali sigle sindacali delle forze dell’Ordine italiane: per la prima volta Carabinieri, Guardia di Finanza, Aeronautica, Esercito e Marina hanno sfilato insieme al grido di “Ogni giorno serviamo l’Italia. Oggi chiediamo rispetto”. Il corteo, animato da Sinafi (Sindacato nazionale finanzieri), Nsc (Nuovo sindacato carabinieri), Usami Aeronautica, Itamil (organizzazione sindacale italiana dei militari) e Silmm (sindacato italiano lavoratori militari Marina), ha visto la partecipazione di circa seimila lavoratori.

Partito da piazza della Repubblica, ha attraversato via D’Azeglio e via Cavour, per poi raggiungere piazza dell’Esquilino e rientrare al Centro Congressi Cavour, dove si è poi tenuto il convegno ‘La specificità del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico: analisi tecnica, sostenibilità previdenziale e strumenti di valorizzazione operativa’.

Quattro i punti fondamentali su cui si focalizzano le richieste della manifestazione. In primo luogo, la previdenza complementare: i lavoratori del settore Difesa lamentano che da oltre trent’anni manca il concretizzarsi di una soluzione reale, e richiedono che non venga innalzata l’età pensionabile fino ai 65 anni di età. Richiedono inoltre tutela legale e certezza del diritto, ovvero uno scudo legale che salvaguardi i servitori dello Stato dalla necessità, si legge in una nota, di “dover pagare di tasca propria o subire anni di calvari giudiziari per aver fatto il proprio dovere”.

Viene richiesto poi un adeguamento economico strutturale, come è stato più volte ripetuto nel corso della manifestazione, al grido di “Basta mance” e “No alle elemosine”. Infine, viene richiesto un maggiore impegno in tema di organici e investimenti, obiettivo raggiungibile solo mediante nuove assunzioni, formazione e un modello professionale più moderno. Temi su cui trovare un accordo per sottoscrivere un “Patto unico per la sicurezza e la difesa dei cittadini”.
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